Il bilancio delle imprese di assicurazione alla luce dei principi contabili internazionali (Ias/Ifrs)

Data inizio
1 novembre 2005
Durata (mesi) 
24
Dipartimenti
Economia Aziendale
Responsabili (o referenti locali)
Lai Alessandro

Premessa – Il contesto di riferimento

Il decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, recante le opzioni in materia di applicazione dei principi contabili internazionali (IAS/IFRS) previste dall’art. 5 del Regolamento CE n. 1606/2002, ha previsto che le imprese di assicurazione rientrino tra i soggetti tenuti alla redazione del bilancio consolidato in conformità agli IAS a decorrere dal 2005.
Le stesse sono invece escluse dall’obbligo o dalla facoltà di redigere secondo gli Ias/Ifrs il bilancio di impresa. Solo per le società che emettono strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati in qualsiasi Stato membro dell’Unione europea, e che non redigono il bilancio consolidato, è sancito l’obbligo di applicare gli Ias/Ifrs nella redazione del bilancio di impresa; tale obbligo decorre, tuttavia, dal’esercizio 2006.

Il motivo di tale differenziazione rispetto agli altri settori è da ricondurre al fatto che nell’ambito assicurativo non si è ancora completato e perfezionato il sistema dei principi di riferimento, con riguardo alle poste tipiche del bilancio di assicurazione: le riserve tecniche.
Anche ai fini della redazione del bilancio consolidato, dette riserve continuano ad essere contabilizzate sulla base dei principi nazionali, fino all’avvio della cosiddetta fase 2.

Peraltro, numerosi principi contabili internazionali Ias/Ifrs impattano già con particolare evidenza sul bilancio assicurativo.

In particolare, l’ “IFRS 4 – Contratti assicurativi” fa riferimento ad una concezione di contratto assicurativo fondata sulla significatività del rischio assicurativo, identificato in modo difforme dal rischio finanziario.
Il principio obbliga le imprese ad effettuare una riclassificazione di alcuni contratti come strumenti finanziari oggetto dunque di valutazione con il fair value.
Ciò comporta un cambiamento significativo rispetto alla modalità di valutazione tradizionale, con impatto anche sui sistemi gestionali: essi dovranno infatti essere idonei a sviluppare proiezioni dei futuri flussi di cassa, eventualmente simulati, prevedendo coerenti ambienti economici/demografici futuri.
L’Ifrs 4 consente peraltro alle imprese di continuare, per tutta la cosiddetta fase 1, a valutare le passività derivanti dai contratti assicurativi secondo i principi contabili locali, fatto salvo il divieto di iscrivere riserve di equilibrio e catastrofali, ma esige di effettuare un “liability adequacy test” annuale per verificare l’adeguatezza delle stesse riserve iscritte in bilancio. Sorge peraltro una asimmetria valutativa (c.d. “mismatch”) fra le passività assicurative che continuano ad essere valutate con i principi locali e le attività legate a tali passività che dovranno essere valutate al fair-value, secondo quanto previsto dallo IAS 39, la cui portata è di primo rilievo per il bilancio assicurativo.

In secondo luogo è significativo fare riferimento allo “IAS 32 – Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio e informazioni integrative” che, insieme allo IAS 39, è contenuto nel Regolamento CE del 19 novembre 2004, n. 2086.
L’adozione di tali principii comporta – nella gestione, classificazione e misurazione degli investimenti finanziari, anche ai fini della predisposizione del bilancio – criteri sostanzialmente diversi da quelli vigenti e dunque con la necessità di significativi adeguamenti dei sistemi amministrativi, gestionali e organizzativi delle imprese.
Si osserva in particolare la necessità di qualificare tali investimenti in relazione alla loro destinazione, a valere per il complesso aziendale di riferimento, che – in quanto rappresentato dal gruppo assicurativo – trascende i confini propri delle singole imprese di assicurazione che lo compongono.

La cornice metodologica del bilancio redatto secondo i principi IAS/IFRS non sfugge peraltro all’intervento dell’ISVAP, che conserva i poteri di cui agli artt. 6, comma 1, e 83 del D.Lgs. n. 173 del 1997, da esercitare nel rispetto dei principi contabili internazionali, per quanto riguarda sia la possibilità di dettare disposizioni integrative in materia di bilancio, tra cui particolare rilevanza riveste il piano dei conti, sia i poteri sanzionatori (vd. art. 9, comma 2, del Decreto).

Da ultimo è da ricordare che l’Organismo Italiano di Contabilità ha avviato una fase istruttoria funzionale al recepimento in Italia della direttiva 51/2003 anche nel settore assicurativo. Ha infatti provveduto ad integrare la “Commissione Consultiva per lo studio dei problemi di coordinamento della legislazione civile e tributaria alla disciplina dei principi contabili internazionali” con un gruppo di lavoro di esperti del settore assicurativo per il recepimento della direttiva 51/2003 in tema di modernizzazione delle direttive contabili.
Il proponente la ricerca è stato chiamato a far parte di questa Commissione.


Contenuti del progetto

Alla luce delle premesse sopra esposte, la ricerca, di durata biennale, si propone di studiare l’impatto dell’adozione dei principi contabili internazionali sul bilancio assicurativo che risentirà peraltro – nel corso di svolgimento della ricerca – dell’evoluzione dei principi Ias/Ifrs per effetto dell’adozione di specifici principi.
Peraltro, anche le norme nazionali saranno modificate per effetto dell’implementzione in Italia della direttiva 51/2003, quindi con un progressivo “avvicinamento” ai principi Ias/Ifrs.
La ricerca in particolare prevede di investigare:
a. le poste di bilancio (e alle sottese aree tipiche) che determinano i maggiori effetti, reddituali e patrimoniali, legati al mutamento dei principi contabili di riferimento, distintamente nel ramo vita e nel ramo danni, avuto riguardo a concrete fattispecie di imprese di assicurazione e tipologie di mix di rami esercitati;
b. le problematiche di classificazione e di rappresentazione in bilancio dei titoli posti a copertura delle riserve tecniche, avuto riguardo all’esigenza di raccordare opportunamente:
b.1. la classificazione coerente con i dettami IAS;
b.2. la classificazione propria del tradizionale del bilancio individuale d’impresa (redatto secondo norme e principi nazionali) fondata sulla dicotomia “titoli immobilizzati”/“titoli del capitale circolante”;
b.3. le esigenze gestionali legate agli attivi da porre in correlazione diretta a polizze emesse nel ramo vita;
c. il trattamento delle riserve tecniche nei rami vita, avuto riguardo all’apprezzamento del rischio assicurativo, in modo distinto da quello finanziario;
d. il venir meno delle riserve finalizzate a far fronte a “rischi generici” nei rami danni, quali quelle di perequazione;
e. il c.d. shadow accounting, legato al disallineamento – per effetto del adozione dei principi Ias – tra modalità di valorizzazione degli attivi e quelle dei passivi ed applicabile ai contratti per i quali la realizzazione delle plusvalenze e delle minusvalenze da valutazione ha effetto sulle riserve tecniche.

La ricerca prevede un’analisi empirica tesa all’accertamento delle scelte compiute dalle più significative imprese de settore, nella fase di first time application.
Tale analisi è funzionale ad una elaborazione tesa ad interpretare, sotto il profilo metodologico, i comportamenti suddetti e a verificarne la correttezza sul piano della applicazione dei nuovi principi di bilancio.
Da ultimo la ricerca mira a proporre interpretazioni circa la corretta applicazione dei nuovi principi internazionali, con riguardo particolare ad alcune fattispecie tipiche del bilancio delle imprese di assicurazione, che possa essere di supporto per gli operatori del settore.

Enti finanziatori:

Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento

Partecipanti al progetto

Alessandro Lai
Professore ordinario
Riccardo Stacchezzini
Professore associato

Collaboratori esterni

Giancarlo Battisti
Società Cattolica di Assicurazioni Vice Direttore Generale
Luca Lanzoni
Società Cattolica di Assicurazioni Direttore Amministrativo
Alessandro Silvestrelli
Società Cattolica di Assicurazioni Funzionario (Responsabile Area Bilancio)

Attività

Strutture