Abitudine al self service e competitività della piccola impresa commerciale

Data inizio
1 novembre 2005
Durata (mesi) 
12
Dipartimenti
Economia Aziendale
Responsabili (o referenti locali)
Brunetti Federico

Descrizione del progetto Le imprese commerciali di dimensioni ridotte si trovano in una posizione di strutturale debolezza competitiva nei confronti delle realtà di grandi dimensioni. Le ragioni di tale condizione sono note e sono riconducibili ad una pluralità di fattori, come ad esempio l’impossibilità di godere di economie di scala interne ed esterne, la logistica dell’acquisto che porta a privilegiare l’uso dell’automobile e quindi le grandi superfici localizzate al di fuori dei centri urbani, la difficoltà a sfruttare le leve di marketing e altri ancora. D’altro canto, le imprese commerciali di piccole dimensioni sono una componente fondamentale per la vitalità dei centri storici e dei centri urbani in particolare. Il mantenimento della presenza di questo tipo di attore distributivo nei centri urbani non va inteso solamente come un vantaggio per il singolo soggetto imprenditoriale, ma per la collettività stessa in quanto il centro urbano si configura come luogo della memoria, dell’identità e dell’appartenenza. Si tratta dunque di trovare le vie per consentire una sopravvivenza accettabile al commercio urbano, in particolare a quello di piccole dimensioni. Nel quadro sinteticamente delineato, la ricerca intende approfondire le ragioni alla base della perdita di competitività delle piccole imprese commerciali. Esaminando le modalità di erogazione del servizio commerciale da parte della piccola impresa rispetto alla grande, una delle differenze significative – tra le altre – è data dalla modalità di acquisto a servizio assistito contrapposto al libero servizio o self service. L’ipotesi formulata è che la formula del self service sia giunta a un livello di diffusione quantitativo e qualitativo tale da rendere la presenza di personale di vendita un ostacolo nella scelta del dettagliante presso il quale rifornirsi. In altre parole, il percorso che si intende esplorare è che l’abitudine al self service da parte dei clienti sia così radicata da portare questi ultimi ad allontanarsi dagli esercizi che vendono ancora con le modalità tradizionali, anche a parità di altre caratteristiche di offerta. Obiettivi del progetto Alla luce di quanto sopra descritto, il progetto di ricerca intende in sostanza capire, da una prospettiva di studi manageriale, se in primo luogo l’atteggiamento degli acquirenti nei confronti della modalità di acquisto a libero servizio e, in seconda battuta, se questa sia a tal punto entrata nelle abitudini di acquisto delle persone da escludere ipso facto dalla scelta quei punti vendita nei quali essa non è praticabile. Le riflessioni potranno poi eventualmente ampliarsi sul piano teorico fino a considerare il problema della perdita di interazione umana che caratterizza molte delle attività quotidiane, commerciali e non solo. Dal punto di vista dell’articolazione del percorso, si tratta in pratica di: - formulare l’ipotesi alla base del percorso di ricerca; - effettuare una raccolta della bibliografia disponibile sul tema; - sottoporre l’ipotesi alla verifica di focus group di acquirenti; - discutere l’ipotesi e le evidenze riscontrate con interlocutori del mondo aziendale e non solo, al fine di validare la plausibilità dello scenario delineato; - approfondire le riflessioni circa le conseguenze dello scenario, la loro desiderabilità, l’esistenza di eventuali alternative; - diffondere i risultati.

Enti finanziatori:

Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento

Partecipanti al progetto

Claudio Baccarani
Professore emerito
Federico Brunetti
Professore ordinario
Elena Giaretta
Professore ordinario
Aree di ricerca coinvolte dal progetto
Gestione dei servizi
Service management

Attività

Strutture