Supply Chain Visibility Roadmap:un approccio migliorare la visibilità della supply chain

Data inizio
15 aprile 2005
Durata (mesi) 
12
Dipartimenti
Economia Aziendale
Responsabili (o referenti locali)
Borghesi Antonio

La globalizzazione, l’outsourcing delle attività non rientranti nel core business, il ciclo di vita dei prodotti sempre più compresso, lo spostamento della dinamica competitiva dalla singola impresa alla supply chain della quale fa parte, ha creato un bisogno crescente di misurazione delle performance. Le imprese hanno sempre più bisogno di “vedere “ i processi aziendali che sono sempre più frammentati e di mezzi con i quali gestire fonti di informazione disparate e numerose. Una maggiore visibilità della propria supply chain permette alle imprese di ridurre le scorte, di gestire meglio la logistica, di ottimizzare l’efficienza delle forze di vendita, conseguendo così un maggior vantaggio competitivo. Le soluzioni, delle quali l’RFID (identificazione in radiofrequenza) è uno dei possibili e più innovativi elementi, possono permettere alle imprese di rispondere a forniture non pianificate e cambiamenti della domanda che possono modificare il flusso dei materiali e delle informazioni lungo la supply chain. Gli eventi dal lato fornitura possono includere colli di bottiglia della produzione, ritardi nell’evasione degli ordini, o venir meno di approvvigionamenti. Dal lato della domanda includono la gestione degli ordini dei clienti con maggiori volumi rispetto a quanto previsto o cambiamenti degli ordini stessi. Le soluzioni efficaci per l’impresa devono permettere la visibilità degli ordini, delle spedizioni e delle scorte lungo l’intera catena dei processi aziendali, spesso frammentati in una supply chain che spesso è estesa a livello globale. La premessa è tuttavia che le aziende conoscano i loro bisogni di visibilità (diversi in funzione dei contesti in cui ciascuna di esse opera) e sappiano quali strumenti utilizzare in funzione dei bisogni medesimi. In particolare quando e come ricorrere ai sistemi RFID. Con l’acronimo RFID sono indicati i dispositivi per il riconoscimento a distanza di un oggetto mediante la trasmissione di onde a radio frequenza. La tecnologia RFID propone nuove soluzioni per sostituire le tradizionali e collaudate tecniche per l’identificazione automatica degli oggetti (codici a barre, carte di accesso a banda magnetica o smart card). Come è noto in un sistema che utilizza il codice a barre ci deve essere una distanza minima tra il lettore e l’oggetto; inoltre il codice a barre è particolarmente sensibile agli agenti esterni. Tutte queste limitazioni sono superate da un sistema RFID grazie alla comunicazione mediante onde a radio frequenza ed alla particolare architettura circuitale dell’oggetto che deve essere riconosciuto, chiamato tag o transponder. Ogni tag può essere identificato in modo univoco grazie ad un codice memorizzato nel proprio microchip. I tag possono essere di tipo attivo, ossia sono dotati di un sistema di alimentazione che consente di trasmettere autonomamente i dati ai sistemi di rilevazione; i tag passivi invece sono privi di un sistema di alimentazione ed entrano in funzionamento solo quando entrano nel campo magnetico generato dalle antenne apposite. La tecnologia Rfid permette di individuare ogni singolo oggetto, misurare caratteristiche fisiche e condizioni di funzionamento e ricostruire la storia di ogni oggetto dotato di tag, quindi permette una completa tracciabilità, indispensabile per molteplici applicazioni che vanno dall’identificazione in fase di produzione, stoccaggio e trasporto alla prevenzione dei furti e delle contraffazioni, alla gestione della manutenzione e della garanzia. L’utilizzo di tale tecnologia può assicurare una maggiore rapidità di risposta al mercato, conoscere la necessità del cliente e controllare i processi gestionali coordinando gli obiettivi di tutti gli attori della Supply Chain. Valutati tali potenziali vantaggi si da’ avvio ad una ricerca on field con l’obiettivo di analizzare dieci aziende italiane in vari settori merceologici per capire e verificare le reali opportunità di tale tecnologia. L’obiettivo ultimo è quello di creare dei business case che possano giustificare l’implementazione della tecnologia RFID e più ampliamente individuare le soluzioni più appropriate, al di là delle tecnologie, per migliorare la visibilità, la sicurezza e l’efficienza delle supply chain. A tal proposito si è creato un team di ricerca universitario che verificasse on field quando osservato on desk. La ricerca on field si compone di due incontri concordati con dei team aziendali. In prima battuta, prima del primo incontro, è previsto un lavoro dedicato alla preparazione del team universitario che permette di gettare le prime basi per la conoscenza delle realtà aziendale che si andranno a visitare; successivamente si contatterà il team aziendale con cui avverrà l’incontro per definire gli obiettivi della ricerca Durante il primo incontro si cercheranno di individuare insieme ai managers e ai responsabili di ogni azienda i punti nodali dove la supply chain presenta le principali criticità in termini di visibilità, sicurezza ed efficienza; rispetto a tali criticità si concorderanno con le aziende le prioritarie aree di opportunità. Dopo questo primo incontro, il team universitario elaborerà i dati raccolti dall’incontro e identificherà i migliori strumenti manageriale e tecnologici utili a dare una risposta alle criticità della supply chain analizzata. In particolare la ricostruzione della supply chain aziendale permette di conoscere i suoi principali attori i principali flussi fisici e informativi; ciò mette in evidenza le criticità della supply chain e permette di capire quali vantaggi in termini di visibilità, sicurezza e conoscenza dei flussi fisici e informativi potrebbe avere l’azienda. Visibilità della supply chain può voler dire: controllo dell’ integrità e della qualità del prodotto, conoscenza delle scorte a disposizione e della collocazione dei prodotti all’interno del magazzino, automatizzazione dei processi di ricevimento e spedizione delle merci, riduzione dei lead time di produzione, di spedizione e di reazione dell’intera supply chain, verifica dei reclami in garanzia, riduzione della contraffazione e miglioramento della sicurezza della supply chain attraverso una puntuale tracciabilità del prodotto (sia in distribuzione che di ritorno). Valutando i vantaggi ottenibili da ogni azienda con le proprie specificità di procederà al secondo incontro. In tale incontro si forniranno le soluzioni elaborate. Tali soluzioni saranno fornite rispetto a due variabili: il grado di priorità data dal management alle soluzione di tali problematiche e la fattibilità tecnica della soluzione proposta. Quindi non necessariamente la RFID sarà la soluzione alle criticità della supply chain in quanto la diagnosi elaborata proporrà anche l’utilizzo di altre tecnologie o tecniche manageriali meno sofisticate e forse più adatte a fornire una risposta immediata.

Enti finanziatori:

Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento

Partecipanti al progetto

Antonio Borghesi
Simone Girelli
Ivan Russo
Professore associato
Aree di ricerca coinvolte dal progetto
Logistica e gestione della supply chain
Logistics and supply chain management

Attività

Strutture