Nuovi modelli interorganizzativi e tecnologie abilitanti (anno 2004 - 2006)

Data inizio
1 aprile 2004
Durata (mesi) 
36
Dipartimenti
Economia Aziendale
Responsabili (o referenti locali)
Rossignoli Cecilia

l'Obiettivo della ricerca è di analizzare i rapporti tra Information and Communication Technology (ICT) e Organizzazione aziendale evidenziando le connessioni esistenti tra innovazione organizzativa e innovazione tecnologica, unitamente al contributo fornito dalle tecnologie di coordinamento per il conseguimento di nuove forme organizzative. Le tecnologie dell’informazione hanno assunto un ruolo significativo nel contesto degli studi organizzativi, soprattutto nel campo della progettazione organizzativa.Le opportunità per le organizzazioni di gestire i propri processi aziendali facendo ampio ricorso ai mezzi elettronici ha agevolato la nascita di nuove relazioni a livello intra-organizzativo e inter-organizzativo, favorendo contemporaneamente lo sviluppo del fenomeno delle reti d’impresa. L’information tecnology, in qualità di tecnologia di coordinamento è in grado di fornire utili contributi per la gestione delle interdipendenze organizzative. Tanto più complesse sono le interdipendenze tanto più complesso diventa gestire queste interdipendenze attraverso le ICT. La teoria dei costi di transazione (TCT) ci aiuta a capire il motivo per cui hanno origine nuove forme organizzative. La TCT è nota anche per l’ampiezza di interpretazioni presenti in letteratura Tale approccio teorico pone al centro della ricerca le attività informative e comunicative. E’ per questo interessante analizzare quale contributo questa teoria è in grado di offrire per analizzare i numerosi fenomeni che vengono classificati come “nuove forme organizzative”. In passato si riteneva che i costi di transazione potessero essere coordinati o dalla forma di mercato o dalla gerarchia. Nel mercato il prezzo rappresenta lo strumento centrale per gestire le attività di coordinamento; nella struttura gerarchica si utilizza invece un sistema basato su regole formalizzate. Ma queste due forme non sono completamente efficienti. E’ stata così individuata una terza forma intermedia, talvolta definita “ibrida”. Il fenomeno degli EMP, o Electronic Marketplace, potrebbe a questo riguardo essere considerato come una forma ibrida che combina alcune delle caratteristiche del mercato (indipendenza, per alcuni tipi di EMP, controllo autonomo delle unità che la originano) e della gerarchia (collaborazione, fiducia, elevata integrazione). Attualmente sistemi di Business to Business elettronici basati su marketplace vengono impiegati come intermediari per gestire relazioni a livello interorganizzativo. Il ricorso a questa tipologia di organizzazione delle transazioni tende ad aumentare il livello di standardizzazione e a facilitare anche il ricorso all’outsourcing delle varie attività non facenti parte del core business precedentemente gestite internamente. In particolare l’outsourcing delle ICT permette alle organizzazioni di esternalizzare servizi quando ciò diviene conveniente dal punto di vista economico e strategico. Per questi motivi fenomeni quali il BtoB marketplace (EMP) e l’outsourcing sono stati interpretati dalla letteratura dei sistemi informativi nel contesto della TCT (Transaction Cost Theory). Tale teoria fornisce utili interpretazioni per comprendere le implicazioni organizzative determinate dalle ICT nei confronti dei e-marketplace, così come l’importanza dei fattori economici nelle relazioni tra imprese.
Obiettivo della presente ricerca è di effettuare uno studio della letteratura esistente sul tema e di porre in evidenza, anche mediate lo studio di casi empirici, le opportunità e i limiti offerti dalla teoria dei costi di transazione nell’interpretare l’evoluzione delle nuove forme organizzative.
Dal punto di vista intraorganizzativo, invece, l’attenzione verrà posta sulle tecnologie ERP (Enterprice Resource Planning). Questi sistemi automatizzano in modo integrato tutti i processi dell’impresa. I sistemi ERP sono applicazioni software gestionali standard molto ampie e complesse, adatte a organizzazioni di dimensioni medio-grandi, che coprono in modo integrato diverse aree funzionali che erano tradizionalmente gestite da sistemi separati. Generalmente, gli ERP permettono di raggiungere una forte integrazione intraorganizzativa, consentendo una gestione globale di tutte le fasi della catena del valore. Oltre a ciò consentono un riorientamento dei sistemi manageriali, ancora troppo legati alla logica funzional-gerarchica, verso sistemi gestiti in logica di processo.Alcune tra le principali criticità degli ERP derivano dal fatto che tali sistemi sono complessi, con un'adattabilità limitata e costosa. La loro introduzione in un’organizzazione rappresenta un investimento notevole in termini di risorse, di tempo e di costi organizzativi.
Ci si può chiedere quindi:
a) I sistemi ERP favoriscono o piuttosto ostacolano l’innovazione organizzativa?
In particolare:
b) Che influenza ha un ERP sui processi decisionali di un'organizzazione?
Se si adotta la classificazione dei processi decisionali di Simon e le successive di Scott-Morton, è possibile sostenere che una quota significativa di decisioni strutturate e semi-strutturate in un’organizzazione vengono direttamente determinate e/o condizionate dalla presenza di un sistema ERP. L’adozione di un ERP ha implicazioni rilevanti sui processi decisionali delle organizzazioni e viene tipicamente accompagnata da significativi interventi a livello di progettazione organizzativa e soprattutto di reingegnerizzazione dei processi. Tutto ciò infatti comporta da un lato un’attività di adattamento delle procedure e dei modelli più o meno standard incorporati nel sistema ERP per far fronte alle esigenze specifiche e alla caratteristiche peculiari dell'organizzazione adottante; dall'altro un'opera di riorganizzazione e ristrutturazione dei processi, delle procedure e dei ruoli all'interno dell'organizzazione stessa in conformità ai nuovi modelli permessi o talvolta favoriti dall'adozione dell'ERP. Questo processo di mutuo adattamento ha un costo notevole e tende a concentrarsi nella fase di adozione/implementazione del sistema, che, una volta messo in opera con successo, tende a venire "congelato" stabilmente nella forma adottata, come avviene spesso anche nello sviluppo dei sistemi informativi tradizionali. Un primo obiettivo della presente ricerca è quello di approfondire le implicazioni organizzative di questo "congelamento" dei processi decisionali e più in generale dell’assetto organizzativo, per valutarne le caratteristiche, le criticità e la possibilità di ovviarne gli svantaggi attraverso il ricorso ad una nuova tecnologia ICT, denominata Web Services, attualmente ancora in fase di sviluppo e consolidamento. Questa nuova tecnologia dovrebbe facilitare l'integrazione di sistemi diversi in una piattaforma comune, rendendo più agevole il processo di innovazione organizzativa, attraverso l’adattamento continuo del sistema ERP alle esigenze “emergenti” di unità che operano in ambienti in continua evoluzione. Per dotare i sistemi ERP di maggiore capacità di adattamento e di innovazione vengono dunque prospettate le caratteristiche di questa nuova tecnologia, i “Web Services” che permette di estendere virtualmente le funzionalità di qualsiasi applicazione compatibile attraverso l’uso di componenti software standard accessibili via Web. Gli Autori di questa ricerca sono pertanto impegnati in una attività di analisi volta ad esaminare una serie di casi concreti in cui questa tecnologia è in fase di adozione.Un secondo obiettivo è di analizzare il ruolo delle ICT a livello inter-organizzativo mediante la metodologia del case-study, come suggerita ta Yin.

Enti finanziatori:

Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento

Partecipanti al progetto

Cecilia Rossignoli
Professore ordinario

Attività

Strutture